ACQUAMARINA

Pietra fine, della famiglia dei berilli, l’acquamarina si presenta solitamente nelle tonalità azzurro chiaro; tuttavia è l’azzurro intenso il colore più raro e ricercato. Madagascar e Brasile sono oggi i maggiori produttori di acquamarina. Nell’Ottocento, fino ai primi anni del Novecento, era uso donare un’acquamarina tagliata a cuore alla promessa sposa, in attesa del vero anello di fidanzamento.

AGATA

Pietra dura, appartenente alla famiglia dei quarzi (più precisamente è una varietà di calcedonio). Prende il nome dal fiume Akathes (oggi Birillo), che si trova in Sicilia, dove sembra sia stato ritrovato il primo giacimento. È una pietra dai colori sempre diversi, dal bianco al bruno, dall’azzurro all’arancio. Stratificazioni di materiali, depositati in tempi successivi, hanno creato le striature concentriche che la caratterizzano.

ALABASTRO

Varietà a grana fine del minerale gesso, l’alabastro si trova principalmente in Francia, Inghilterra, Italia e Stati Uniti. Formatosi in natura incolore, bianco o grigio con infinite sfumature, è facilmente colorabile per la notevole porosità. La scarsa durezza invece fa sì che nel corso degli anni fosse utilizzato principalmente per la manifattura di oggetti ornamentali e raramente invece come pietra per gioielli. Nella prima metà del XI secolo macinare questo materiale, mescolarlo con olio, distillarlo e colorarlo era una delle ricette più comuni per contraffare pietre più preziose e conosciute.

ALESSANDRITE

Varietà molto rara di crisoberillo che si distingue per la sua camaleontica capacità naturale di cambiare colore in base alla fonte luminosa, trasformandosi da un bel verde blu, alla luce del giorno, ad un rosso viola alla luce di una lampada o di una candela. La trasformazione è talmente sorprendente che il fenomeno stesso, riscontrabile anche in altre gemme, è spesso chiamato “effetto Alessandrite”. Scoperta originariamente sui monti Urali nel 1830, la pietra, che ricorda i colori militari nazionali della Russia imperiale, prese il nome da Alessandro II, giovane erede al trono. 

AMBRA

Gemma organica. Si tratta di una resina fossile che, nel processo di solidificazione, ha inglobato insetti, fiori, foglie. Era prodotta da una conifera oggi estinta di cui esistevano grandi foreste sulle rive del Baltico. È questa infatti la principale zona di provenienza. L’ambra si presenta in diverse tonalità di giallo (giallo-oro, giallo-rosso, giallo-bruno) ed è un materiale altamente infiammabile.

AMETISTA

Dal greco a-mèthy-stos “non ubriaco”, l’ametista, talismano contro l’ebrezza, trae il suo nome proprio dal vino e dai suoi effetti. Nel rinascimento di lei si diceva che rendesse vigili negli affari, allontanando i cattivi pensieri e rendendo fecondi gli sterili. Dal colore regale, questa varietà viola di quarzo, la cui migliore qualità ha origine in India, fu protagonista negli anni del dopoguerra, quando si era soliti usare grandi quantità di pietre meno impegnative per realizzare bizzarri monili policromi con predominanza di motivi naturalistici ed esotici.

AVVENTURINA

Comunemente chiamata “quarzo avventurina”, questa pietra traslucida è caratterizzata dalla presenza al suo interno di minute lamine metalliche di un minerale chiamato fuchsite, da cui deriva il brillante colore verde scuro e che, riflettendo la luce, danno origine al fenomeno ottico chiamato “avventurinamento”. 
Il nome deriva dall’italiano antico “à l’aventure”, forse per la disposizione casuale di queste inclusioni o forse perché l’effetto ottico era riconducibile a quello creato del tutto casualmente a Venezia nel XVII secolo utilizzando il vetro. 
Si estrae principalmente in Brasile, Cina, India e Russia, ma le leggende più antiche la legano al Tibet. 

BERILLO

Minerale che, nelle varietà più preziose, si presenta sotto forma di cristalli limpidi e trasparenti. Quando è puro è incolore. I colori sono prodotti dalle “impurità” chimiche che lo trasformano, ad esempio, in smeraldo (tracce di cromo), in acquamarina (tracce di ferro), nel raro berillo rosso (tracce di manganese).

CALCEDONIO

É la varietà microcristallina del quarzo e include pietre dure, quali l’agata, l’onice e la corniola. Ha una struttura fibrosa che lo rende estremamente resistente e quindi un ottimo materiale da incidere.

CITRINO

Pietra fine. Appartiene alla famiglia dei quarzi (varietà a cristalli trasparenti) e si presenta in diverse tonalità di giallo, a seconda della quantità di ferro presente. Dal latino “citrus”, cedro, in riferimento al suo colore.

CORALLO

Gemma organica. Forse dal greco “koura halos” (fanciulla marina). Supporto calcareo, a struttura ramificata, di una particolare specie di minuscoli polipi che vivono in colonie, nei mari caldi, a basse profondità. Grazie alle sue caratteristiche di durezza e solidità è materiale ideale per essere lavorato, inciso o scolpito. Maestri a livello internazionale nella lavorazione del corallo sono i produttori di Torre del Greco (Napoli).

CORINDONE

Minerale formato da ossido di alluminio. Alla varietà a cristalli trasparenti, che offre una gamma di colori molto varia, appartengono anche due pietre preziose: lo zaffiro e il rubino.

CORNIOLA

Pietra dura della famiglia dei quarzi (più precisamente è una varietà di calcedonio). Prende il nome dalla bacca omonima per via dei colori ruggine, rosso-arancio e rosso-carminio, dovuti alla presenza di ossido di ferro. Pietra estremamente resistente, può essere tagliata, incisa e scolpita. Molto considerata al tempo degli Egizi, la corniola appare soprattutto nei sigilli e negli anelli con sigillo di epoca greca e romana.

CRISTALLO DI ROCCA

Pietra fine della famiglia dei quarzi, si presenta sotto forma di cristallo trasparente, limpido e incolore. Attraverso tagli e sfaccettature particolari, acquisisce grande luminosità e permette di creare gioielli di notevole pregio. Il suo momento di gloria è stato, in particolare, il periodo Liberty.

DIAMANTE

Pietra preziosa costituita da carbonio puro cristallizzato. Più i diamanti sono incolori e privi di inclusioni, più sono belli e pregiati. Sebbene molto rari, esistono anche diamanti che presentano colori quali il giallo, l’azzurro, il marrone, il verde: sono chiamati diamanti fancy (vedi “diamanti fancy”). Il diamante è il più duro di tutti i minerali e il suo nome deriva dal greco “adamas” che vuoi dire “indomabile”: solo un diamante, infatti, può tagliare un altro diamante e, nella Scala Mohs di durezza (da 1 a 10), è classificato 10. Le più importanti miniere di diamanti si trovano in Sudafrica. 

DIASPRO

Pietra dura, appartenente alla famiglia dei quarzi (più precisamente è una varietà di calcedonio). II diaspro si presenta in tantissime varietà di colore (rosso, giallo, verde, bruno), dovute agli ossidi metallici. È molto variegato e può presentare anche venature a colori contrastanti. Si trova soprattutto in India e in Europa. Utilizzato in gioielleria e per realizzare oggetti decorativi, era una pietra molto amata nell’antichità.

ELIOLITE

L’Eliolite o Pietra del sole è un plagioclasio che fa parte del gruppo dei feldspati. Il nome deriva dai riflessi rossi, puntiformi che ricordano i raggi del sole, dovuti a inclusioni piatte e riflettenti presenti all’interno della gemma, quali ematite, rame e altri minerali metallici. L’intensità di tale particolare effetto, chiamato “avventurinamento”, è strettamente correlata alla dimensione di tali inclusioni. Inizialmente legata all’India è invece dall’Oregon che provengono ora le varietà più pregiate: secondo le leggende dei nativi americani il sangue di un grande guerriero, ferito da una freccia, cadde su pezzi di pietra del sole dell’Oregon, colorandoli con sfumature di rosso e conferendo loro un potere sacro.

EMATITE

Pietra opaca dalla lucentezza metallica che al taglio manifesta il tipico colore rosso sangue, caratteristica dalla quale deriva il suo nome. Viene chiamata “rosa di ferro” quando i cristalli si dispongono come petali di un fiore o “ematite speculare” (per il suo tradizionale utilizzo nella produzione degli specchi) quando si presenta in cristalli lamellari (appiattiti) brillanti. In passato veniva usata come rimedio per fermare le emorragie, mentre una varietà terrosa, detta “ocra rossa”, è nota come pigmento colorante. Il materiale tagliabile, dal quale si ricavano le pietre che andranno ad adornare preziosi gioielli, si trova principalmente in Inghilterra, Germania e nella nostra Isola d’Elba.

GIADA

Il termine viene usato per indicare due tipi di pietra dura, diversi nella composizione chimica ma con aspetto simile: la giada-giadeite e la giada-nefrite. Il nome giada sembra derivare dallo spagnolo “piedra de hijada” (pietra del fianco), probabilmente riferito alla giada-nefrite (dal greco “nephros”, rene, perché se ne facevano amuleti contro le malattie renali), e veniva lavorata dalle antiche civiltà indiane del Centro America. La giada-giadeite ha una gamma di colori vastissima: bianco, giallo, bruno, rosso, arancio, viola, grigio e verde in tutte le sue tonalità; viene estratta nella ex Birmania ed è la più preziosa. La nefrite, di un verde maculato, è stata utilizzata fin dalla preistoria e oggi si trova soprattutto in Cina e in Russia.

GIAIETTO

Gemma organica di colore nero o grigio scuro, molto lucente, formata da carbon fossile. Il nome deriva dal greco “Ga-gàtes”, fiume turco lungo il quale sono stati ritrovati i primi giacimenti, poi trasformato nel francese “jaiet” e nell’inglese “jet”. Chiamata la “pietra delle vedove” nel Seicento, nell’Ottocento la regina Vittoria d’Inghilterra, alla morte del marito, la adottò come unico materiale per i suoi gioielli, lanciandone così la moda.

GRANATI

Famiglia di pietre fini, le cui tinte spaziano dal rosa al rosso cupo (il più comune), dal verde all’arancio, dall’incolore al giallo. I granati vengono suddivisi a seconda del colore: una delle varietà più note è il granato almandino, di colore rosso violaceo, di moda dalla fine del Settecento fino ai primi del Novecento. Un altro granato conosciuto in gioielleria è il raro e prezioso granato rodolite, dal bel colore rosa intenso.

IOLITE

Pietra fine di colore blu-viola (dal greco “ion”, violetto). È una varietà di cordierite (dal nome del mineralista francese “Cordier”), minerale che possiede particolari proprietà ottiche. Per un fenomeno di rifrazione della luce, i cristalli possono presentare colorazioni diverse (viola, blu, giallo) a seconda della direzione dei raggi luminosi e dell’angolo di osservazione. Sfruttando queste proprietà, i Vichinghi utilizzavano grossi cristalli di cordierite, durante la navigazione, per conoscere la posizione del sole in caso di maltempo.

LAPISLAZZULI

Pietra dura dal colore blu intenso, spesso venata o punteggiata da inclusioni di pirite che sembrano pagliuzze d’oro (la varietà più pregiata). Proviene soprattutto dall’Afghanistan. Il nome deriva dal latino “lapis”, pietra, e dall’arabo “lazward”, azzurro. Il lapislazzuli viene tagliato soprattutto a cabochon o a sfera. Pietra sacra già ai tempi degli Egizi, che ci hanno tramandato la ricetta per produrlo artificialmente, è stato usato dalla zarina Caterina II per “tappezzare” un salone del Palazzo dell’Ermitage a San Pietroburgo.

MADREPERLA

Materiale di origine organica. Di aspetto iridescente, forma lo strato più interno delle due valve che compongono la conchiglia e viene utilizzato in gioielleria o per la fabbricazione di bottoni e oggetti ornamentali.

MALACHITE

Pietra dura, di colore verde scuro, con bande di verde più chiaro dovute alla presenza di rame. Il taglio più adatto è quello a sfera, effettuato in modo da evidenziare le striature di colore e utilizzato particolarmente in gioielleria per collane e bracciali. Il suo nome deriva probabilmente dal greco “malaké”, malva. Gli Zar erano grandi appassionati di malachite: al Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo, si può ammirare la loro immensa collezione e una stanza interamente decorata con questa pietra.

MORGANITE

Pietra fine della famiglia dei berilli, la morganite deve il suo nome a J.P. Morgan, collezionista di minerali. Pietra rara e assai ricercata per l’alta gioielleria, si presenta particolarmente limpida e in delicate tonalità di rosa.

OCCHIO DI TIGRE

Pietra dura della famiglia dei quarzi, con striature cangianti che vanno dal bruno al dorato e creano un effetto simile agli occhi di una tigre.

OCCHIO DI GATTO

Pietra dura, è una varietà di crisoberillo. Al suo interno, piccole inclusioni orizzontali allungate creano l’effetto chiamato “occhio di gatto”: una banda argentea luminosa che si muove tra due zone di colore giallo-verdastra. Nota fin dal secolo scorso col nome di “cimofane” (dal greco “onda che appare”), proviene soprattutto da Brasile e Sri Lanka.

OLIVINA

Pietra fine, si presenta di colore verde giallo o verde oliva, e il più importante giacimento, da migliaia di anni, si trova in un’isola del Mar Rosso. L’olivina prende anche il nome di “crisolito” (cioè “pietra d’oro”, dal greco “chrisòs”, dorato) nella variante verde-gialla, e di “peridoto” nella variante di verde più intenso. Questa pietra è stata ritrovata anche all’interno di meteoriti, come quella caduta in Siberia nel 1749. È chiamata anche “pietra dei Cavalieri”, probabilmente perché furono i Crociati, di ritorno dalla Terrasanta, a portarla in Europa.

ONICE

Pietra dura della famiglia dei quarzi (più precisamente è una varietà di colcedonio), si presenta di colore nero o con striature alternate bianche e nere (in greco significa “unghia” proprio per questa caratteristica). Adatta a ogni tipo di taglio, l’onice proviene soprattutto dal Brasile e dall’India e ha conosciuto momenti di grande popolarità nell’Ottocento, quando erano in voga i gioielli da lutto, e nel periodo dell’Art Déco, abbinata a pietre fini e a pietre preziose.

OPALE

Pietra fine, caratterizzato da una luminosità lattea (opalescenza), contenente talvolta un fantastico gioco di colori iridescenti, chiamato “arlecchinamento”. È una pietra che non ha struttura cristallina e può racchiudere al suo interno fino a un 30% di acqua. Tra gli opali più pregiati vi è l’opale nero che, su un fondo grigio scuro o nero, presenta il fenomeno dell’arlecchinannento in maniera molto evidente e nella più ampia gamma di vivaci colori. L’opale di fuoco si presenta invece di un bel colore rosso-arancione, dovuto all’ossido di ferro. L’opale gode di una doppia fama: nel Nord Europa viene regalato come pietra di fidanzamento; nel Sud, invece, si dice abbia influssi negativi.

OSSIDIANA

Vetro naturale, ha origine da lava vulcanica che, raffreddandosi molto rapidamente, non si cristallizza completamente. Si trova principalmente in America centrale, settentrionale e in Giappone. Alcuni esemplari sono stati ritrovati anche in Italia, a Lipari, mentre noduli scuri formatisi nel Nuovo Messico sono famosi con il nome di “lacrime degli Apache”. Conosciuta per il suo caratteristico colore nero, in natura si trova anche bruna, grigia e più raramente rossa, blu e verde. Alcune particolari inclusioni le conferiscono riflessi metallici, mentre bolle gassose o cristalli producono al suo interno effetti molto simili a fiocchi di neve.

PERLA

Concrezione tondeggiante che si forma all’interno di alcuni molluschi marini e d’acqua dolce e serve a ricoprire, e quindi a isolare, un corpo estraneo penetrato nella conchiglia. È costituita essenzialmente da strati concentrici di carbonato di calcio e conchiolina (sostanza organica che agisce come collante). Le perle naturali, ormai rarissime, sono quelle generate spontaneamente dal mollusco; le perle coltivate sono quelle che si ottengono introducendo artificialmente nella conchiglia un corpo estraneo. Pioniere di questa tecnica fu Kokichi Mikimoto nel 1893. Le coltivazioni più importanti si trovano oggi in Giappone e in Australia. Dal punto di vista chimico non c’è differenza tra perla naturale e perla coltivata. La particolare luminosità e iridescenza della perla si chiama oriente; il colore spazia dal bianco argento al nero, passando attraverso un’ampia gamma di tinte (rosa, crema, verde, oro, giallo, grigio) e di sfumature.

PIETRA DI LUNA

Pietra dura di color grigio-azzurro, rosa o bianco-latteo con riflessi argentei. Il taglio cabochon è quello che esalta maggiormente la sua luce madreperlacea o lunare, cui deve il nome.

PIETRA PAESINA

Chiamata così per i suoi curiosi disegni che simulano con estrema veridicità opere di pittura paesaggistica, è originata da una naturale combinazione di calcari e argille. Alte catene montuose, skyline cittadini, mari in tempesta: sono solo alcuni tra i disegni che caratterizzano questa pietra “figurata”, casuali come casuale è il suo ritrovamento in quanto non esistono cave o giacimenti specifici. Conosciuta anche come Pietra di Firenze, la migliore qualità si trova solo nelle colline che circondano la città, dove si sono verificate particolari condizioni geologiche. Formatasi oltre cinquanta milioni di anni fa nei fondali marini e utilizzata principalmente a scopo ornamentale, fu l’Opificio delle Pietre Dure nel 1500 il primo ad inserirla, tagliata in sottili lastre, nei suoi capolavori artistici.

QUARZO

Minerale di cui esistono moltissime varietà raggruppate in due categorie. La prima, detta quarzo cristallino, è a cristalli trasparenti e comprende pietre come il cristallo di rocca, il citrino, il quarzo fumé, l’ametista. La seconda, detta calcedonio, è la varietà microcristallina e comprende pietre dure come la corniola e l’agata.

RODOCROSITE

Così chiamata dal greco rodόchroos, “del colore della rosa”, viene utilizzata principalmente per oggetti ornamentali e collane ed è caratterizzata dall’alternarsi di bande di cristalli di color rosa chiaro e rosa scuro.  Esistono in natura anche cristalli omogenei, sfaccettati, ma sono estremamente rari e presenti da poco sul mercato. I più pregiati sono di un magnifico colore rosso lampone. I giacimenti più importanti si trovano in Argentina dove la rodocrosite a bande si è formata in stalagmiti nelle antiche miniere di argento abbandonate dagli Incas. Tale origine spiega perché è conosciuta sul mercato anche come “la rosa degli Incas”.

RUBELLITE

La rubellite è una delle varietà più pregiate di tormalina, caratterizzata da lucentezza intensa e dal tipico colore rosso, più o meno contaminato da rosa opulenti. Il suo nome deriva dal latino “rubellus” e dal greco “lithos”, letteralmente pietra rossiccia, caratteristica per cui è stata storicamente confusa con il rubino. La rubellite ha una forte birifrangenza. Presenta un colore primario rosso puro o porpora intenso e un rosa particolarmente scintillante a seconda delle differenti condizioni di luce. Il materiale più pregiato proviene da poche zone di estrazione situate in Brasile, Nigeria e Mozambico.

RUBINO

Pietra preziosa, varietà rossa del corindone (dal latino “rubeus”, rosso). Il suo bellissimo colore è dovuto a tracce di cromo. Presso gli antichi romani era chiamato “carbunculus” perché il suo colore ricordava quello dei carboni ardenti. Insieme allo zaffiro è la pietra più dura dopo il diamante, al cui valore, per le pietre di grande caratura, può anche essere superiore. I giacimenti si trovano in Thailandia, Sri Lanka, Tanzania, ma soprattutto nella ex Birmania, oggi Myanmar, da cui proviene anche il raro e pregiatissimo rubino “sangue di piccione”, di colore rosso scuro.

SCAPOLITE

Il suo nome deriva dal termine greco “skapos” (bastone, asta, bacchetta) e “lithos” (roccia) ed è stato coniato da José Bonifácio de Andrada e Silva, patriota, statista e chimico brasiliano, alludendo all’aspetto prismatico e allungato del minerale.
 La varietà più apprezzata in gioielleria, sebbene l’utilizzo sia limitato per la sua fragilità, proviene dalla Tanzania, è di un bel colore viola pallido e prende il nome di Petshite. I colori più comuni in natura sono invece il giallo chiaro e l’incolore, spesso polverosi a causa delle numerose inclusioni. La varietà commercialmente detta “arcobaleno” è invece così chiamata grazie all’effetto di iridescenza.

SMERALDO

Pietra preziosa il cui nome deriva dal greco “smaragdos”, pietra verde. Varietà di berillo che deve il suo colore verde alla presenza di cromo e vanadio. Il taglio rettangolare, chiamato appunto “a smeraldo”, è il più adatto a questa pietra. I giacimenti più importanti si trovano in Colombia e in Brasile. Si dice sia la pietra che si staccò dalla fronte di Lucifero nella sua caduta agli Inferi. Ha creato scandalo, in particolare, lo smeraldo di Cartier acquistato da Napoleone III per 100 mila franchi, e indossato sotto forma di pendente dalla sua amante, la contessa di Castiglione.

SPINELLO

Gruppo di pietre fini che presentano una grande varietà di colori: dal rosa al viola, dal blu al verde, dal grigio al nero. La loro bellezza li ha fatti passare talvolta per rubini o zaffiri. Alcuni grossi e celebri rubini storici, come il Timur Ruby del Tesoro Britannico, sono in realtà spinelli rossi.

TOPAZIO

Pietra fine, con tinte solitamente tenui ma lucenti, che vanno dall’incolore al giallo (la più pregiata) e dall’azzurro al rosa fino al verde. Il topazio “Madera”, piuttosto raro, ha un intenso color caramello, mentre il topazio “imperiale”, dal colore dorato con sfumature rosa, è considerato uno dei topazi più belli. Quasi tutti i topazi provengono oggi dal Brasile, in particolare i topazi dal colore dorato e i topazi azzurri, dei quali il più famoso, del peso di circa 300 chilogrammi, si trova al Museo di Storia Naturale di New York.

TORMALINA

Gruppo di pietre fini che offrono lo spettro di colori più bello e ampio di qualsiasi altra pietra, come dice il nome stesso,”turamali”, che in cingalese significa “pietra mischiata”. Le tormaline sono sempre più utilizzate in gioielleria da quando, nel secolo scorso, Lalique le ha rese protagoniste di molti suoi gioielli. Una delle varietà più pregiate è la “rubellite”, nei colori rosa o rosso intenso.

TURCHESE

Pietra dura, opaca, dai colori che spaziano dall’azzurro cielo al verde, a volte anche con venature nere o biancastre, deve il suo nome ai Turchi, amanti di questa pietra. Conosciuta fin dai tempi più antichi per la sua colorazione, a cui ha dato il nome, oggi proviene dalle miniere in Arizona, Nevada e New Mexico. Per gli Indiani d’America, che da sempre lavorano e commerciano questa pietra, la turchese è un “lembo di cielo caduto sulla terra”.

ZAFFIRO

È la varietà blu del corindone e seconda solo al diamante per durezza. Si presenta nei toni che vanno dall’azzurro intenso al blu notte, colore dovuto alla presenza di ferro e di titanio. La maggior parte della produzione è coperta dall’Australia, seguita dallo Sri Lanka, ma i più preziosi, praticamente introvabili, sono gli zaffiri provenienti dal Kashmir e dalla ex Birmania, oggi Myanmar. Carlo Magno lo considerava un portafortuna: famoso il suo pendente con due zaffiri a taglio cabochon, che racchiudevano un frammento della croce di Cristo.

ZIRCONE

Pietra fine, normalmente incolore, lo zircone esiste anche nei toni del giallo e dell’azzurro. Molto brillante, è spesso diventato, per questo, un sostituto del diamante. Per evidenziarne la luce è stato inventato il taglio “zircone” che ha otto faccette in più rispetto al taglio brillante. Spesso vengono chiamate impropriamente zirconi anche pietre sintetiche (cubic zirconia). Nella variante di colore rosso, era conosciuta come “giacinto”, un’importante pietra propiziatoria con poteri magici.i, si trova al Museo di Storia Naturale di New York.

ZOISITE

Inizialmente chiamata Sualpite, appartiene alla famiglia degli epidoti e deve il suo nome al Barone von Zois, un collezionista che la rinvenì per la prima volta sulla montagna austriaca Saualpe. Scoperta nel 1805 ne esistono però varietà dall’interessante qualità gemmologica solo da pochi decenni. La Tanzanite è tra di esse la più ricercata, ma anche Thulite e Anyolite sono ad oggi molto apprezzate dal punto di vista commerciale. È solitamente tagliata in cabochon o scolpita in forme decorative che comprendono forme di animali.